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Riunione del: 21/01/2013

Presenti: Pietro e Nicolas (Leone) Maria (Sagas) Sabina (Dergano) Andrea (Gas e luce) Mauro (Filo di Paglia) Sandra (Gas del Parco) Antonio Giovanni e Delia (Libero)

Ordine del giorno:
1. Presentazione del GAS Leone
2. Partecipazione a Fa' la cosa Giusta
3. Situazione attuale del coordinamento Intergas


Verbale:
1) Presentazione del GasLeone
Pietro e Nicolas sono graditi partecipanti per la prima volta ad Intergas (anche se ne leggono da tempo le vicende attraverso la mailing list generale). Il GasLeone è composto da circa 20 famiglie, è nato nel 2007 da un'aggregazione intorno alla parrocchia di S. Leone (zona Piazzale Udine) e ad una bottega del CommercioEquo. Attualmente si riunisce in locali della parrocchia (anche se l'attività del gas ne resta indipendente).
Durante il loro percorso hanno avuto momenti di dibattito sul tema della scelta dei produttori che ha portato all’uscita di alcuni membri. Non pongono requisiti particolarmente stringenti sul tema del biologico. hanno aderito al progetto Pesce d'Aprile.
Cosa si aspetta da intergas il GasLeone: è interessato a conoscere l'attività dei gruppi ma anche capire come si può fare sinergia tra gas sugli ordini. Nel GasLeone i contatti con i produttori nascono da passaparola scambiati con altri Gas o dalla conoscenza presso eventi come FalaCosaGiusta.

Flashback sul progetto Pesce d'Aprile:
vengono poste alcune domande a cui Delia e Mauro rispondono prendendo anche spunto per dare altri dettagli sul progetto. Pietro chiede informazioni sulla composizione del prezzo e sulle specie pescate in Liguria.
Delia e Mauro raccontano che le specie ittiche e il pescato tradizionale di quella zona hanno alcune caratteristiche proprie: sono concentrati sul pesce azzurro (che magari ha un gusto non apprezzato da tutti ma è popolare, accessibile, non sfruttato come altre specie e dalle proprietà nutritive eccezionali) e sulla pesca tradizionale, importante per il basso impatto e per il valore artigianale che porta con se (lampare a circuizione). Mauro ha avuto modo di conoscere il contesto in una notte di pesca con la cooperativa Sanpietro .
Mauro accenna brevemente al fatto che il progetto “pesce d’aprile” ha come prossimi obiettivi di arrivare a consegne quindicinali e che i gas sostengano la nuova posa di dissuasori davanti all'Argentario.
Maria chiede lumi sull'introduzione del congelato: Delia racconta che con l'arrivo di Babbanini (dotato sì di barca effettivamente piccolissima ma anche di abbattitore) si è pensato di risolvere almeno in parte il problema delle consegne e di incrementarne e regolarizzarne il numero anche attraverso l'inserimento di questa variante al listino.

2) FaLaCosaGiusta
Ci chiediamo se partecipare o no quest'anno vista l’esiguità delle forze e lo stringere dei tempi.
TerrediMezzo in genere ci mette a disposizione gratuitamente lo spazio mentre intergas sostiene le spese vive (es. corrente) e di allestimento con l'autofinanziamento attivo (es. laboratorio del pane).
Maria sarebbe favorevole a riproporre la versione "informativa" del 2012. Sabina propone una presenza minimale, che consenta di esserci "senza spese". Maria propone di invitare Rada o qualcun altro dei Frutti di Pace. L'idea piace ma va verificata la fattibilità della loro presenza (capire se qualcuno può venire dalla Bosnia e come proporre la loro presenza perchè se vendono il prodotto, allora lo spazio si dovrebbe pagare).
Mauro non è favorevole ad un banco senza contenuti di Intergas e propone anche di invitare altre reti di gas utilizzando quest’occasione per un confronto su temi proposti. L’idea viene accolta favorevolmente. Ci si chiede come organizzare il dibattito e in che tipo di spazio. Sappiamo per esperienza che dovremo cercare di evitare situazioni dispersive, rumorose o penalizzanti.
Ci diamo l'obiettivo di proporre un'agenda per il dibattito.
Antonio propone di affrontare anche insieme alle altre reti i contenuti più "spinosi" che hanno spesso caratterizzato il confronto in Intergas negli ultimi mesi, es. il rapportarsi dei gas con le amministrazioni, il costituirsi in associazione o il codificare la partecipazione in "regolamenti" e poi di occuparsi di argomenti come il dibattito nato nei mesi scorsi su Valori sul tema della decrescita nell’attuale contesto di grave crisi economica.
Maria, da una riflessione nata dopo la lettura della mail di Germana di Campi Aperti, propone una discussione anche sul prezzo dei prodotti.
Mauro contatterà TdM e girerà una proposta a tutti.
Poi sarà necessario costituire un gruppo di lavoro per delineare i temi dell'agenda, i contatti da avviare con relativi inviti, ospitalità, etc.
Sabina sintetizza l'opinione, condivisa anche dagli altri presenti, che quest'idea di Mauro ha il valore di portare di nuovo una spinta all'azione di Intergas e trova ottima anche l'idea di Delia di focalizzarsi su Intergas delle città che hanno ospitato o ospiteranno prossimamente una fiera FLCG.
Quindi i punti fermi sono : si prova ad organizzare la fiera anche quest’anno presentando (ma con spazi minimi) i 3 progetti di Intergas (Scheda Produttori - Pesce - Energia) e si focalizzano le energie sugli incontri con altre reti di Gas. Si verifica inoltre la possibilità di ospitare i Frutti di Pace. A tale proposito Sandra s’informa e fa sapere.

3) Situazione attuale del coordinamento e di Intergas.
Mauro dice che è in difficoltà perchè vorrebbe chiarire i malintesi con Lucio ma vista la sua assenza non ritiene che sia corretto farlo. Tuttavia Lucio, pur avendo detto che ci saremmo visti a gennaio, ha protratto la sua assenza anche in questa riunione senza spiegarne ufficialmente le ragioni.
Delia dice che che il coordinamento può andare avanti a lavorare indipendentemente dalle divergenze tra Lucio e mauro che non sembrano riguardare intergas come gruppo ma la gestione delle relazioni all’interno del coordinamento.
Andrea si propone come nuovo ed ultriore componente del coordinamento. la sua offerta viene ben accolta.
Sandra invita a non sottovalutare l'assenza di diverse persone che hanno dato un contributo di lungo termine e la minore partecipazione che in generale si sta verificando nelle ultime riunioni. Non chiedersene i motivi sarebbe un grave errore. lei stessa partecipa con disagio ad Intergas e ritiene che la fase critica creatasi stia portando l'allontanamento oltre che dei rappresentanti anche dei Gas.
Si apre una discussione sul concetto di rappresentatività: alcuni sostengono che l'interpretazione di rappresentatività del proprio gas che si è interpretata come “quella della carta”, e quindi di autorizzazione ad avere presenza e voto solo con la sottoscrizione, è inadatta ad un movimento come quello dei gas. Maria sostiene che deve essere data una regolamentazione alla partecipazione così come ci sono delle regole in molti altri ambiti della vita civile. Antonio a questo proposito dice che a suo parere le idee alla base di un movimento come quello dei gas - che si prefigge dei cambiamenti culturali radicali - è in antitesi con forme di regolamentazione e di rappresentatività che proprio in molti ambiti della vita "civile" hanno dimostrato la loro ipocrisia e di fatto rappresentano ciò che del mondo vorremmo cambiare. Richiama anche una similitudine con il fascino del biologico inteso come creazione di un ecosistema in equilibrio ed armonia grazie all'assenza di barriere e di esclusioni che ne limitano la capacità di autoregolamentazione.
Si parla apertamente dell’intendimento avuto del ruolo della carta, probabilmente in parte da rivedere, e dell'introduzione della mailing list "riservata" che di fatto ha creato una cesura tagliando fuori persone che continuano a partecipare alla vita di Intergas pur non avendo sottoscritto la carta.
Delia dice che durante la riunione di ottobre 2011 quando è stato comunicato dal coordinamento che la lista “ristretta” (precedentemente già utilizzata per decisioni veloci ma estesa a tutti coloro che partecipavano alle riunioni e alle attività di intergas) sarebbe stata riservata invece solo ai rappresentanti dei gas firmatari, aveva subito fatto presente di essere totalmente contraria perché questa decisione avrebbe chiuso e non aperto gli orizzonti di intergas come invece era (ed è) nelle intenzioni di chi lo frequenta.
Tornando alla posizione di Sandra sulla disgregazione, alcuni presenti sostengono che merita sicuramente attenzione (e infatti ci si sta confrontando sul tema) ma non è affatto da intendersi come voluta da chi sta continuando a partecipare.
Si fa notare come la figura di Sabina sia stata strumentalizzata fino a presentarla come la causa di molti, se non addirittura tutti, i mali di intergas con relativi attacchi via mail in risposta a qualsiasi sua riflessione. Si ritorna per l’ennesima volta sulla sua presa di posizione alla riunione di un anno fa alla Cascina Cuccagna in merito ad una questione sulla quale si era sentita attaccata (una presunta irregolarità da lei compiuta nel progetto Vino Rom) e come la sua reazione nel corso della riunione che oggi di nuovo motiva nei termini e nei contenuti espressi (si discuteva sull’opportunità della mailing list riservata e di libertà nella proposta di punti per l’OdG) sia stata per mesi ripresa in molte occasioni come se fosse la causa di tutte le discordie.
Alcuni ritengono che una mailing list riservata è di fatto un limite e un'involuzione all'orizzontalità "del mondo che vorremmo", nato proprio grazie alla libertà di comunicazione offerta dalla rete.
Si riparla della discussione nata intorno alla proposta all'adesione alla lettera sul PSR e di come sarebbe stato opportuno discutere in modo diverso e più ampiamente sul tema.
Maria dice che a suo parere la lettera aveva dei contenuti condivisibili, ma Antonio, Delia, Sabina, Sandra riconoscono che sarebbe stato opportuno affrontare quel tema in maniera diversa (Antonio pone l’accento sul volume effettivo di denaro che ruota intorno al PSR: oltre 1 miliardo di Euro in 6 anni, uno strumento finanziario quindi decisamente imponente e di dimensioni incredibili).
Delia dice ad esempio che c’è una relazione aperta tra la retina e intergas per gli ordini comuni di pesce e castagne e che i frequenti contatti dovrebbero facilitare una maggior comunicazione dei rispettivi progetti. In tal modo rappresentanti dell’una o dell’altra che portino avanti anche individualmente iniziative importanti, in cui ritengono di voler coinvolgere altre realtà, possono (secondo lei dovrebbero) creare un contatto in fase di stesura di un documento invece che chiedere di firmare a ridosso della scadenza pur sapendo per esperienza quali sono i tempi di risposta di un coordinamento di gas.
Delia sottolinea inoltre che un atteggiamento così vicino alla discriminazione evidenziato verso Sabina è in evidente contrasto con i principi dei gas e inevitabile causa di disgregazione e disaffezione.
Sabina dice che a suo avviso un motivo importante di disaffezione puo' essere il predominante inseguire e/o aderire, senza effettiva partecipazione a percorsi, a progetti di altri gruppi, trascurando invece i progetti nati e gestiti da Intergas. A conferma di questo tema altre persone raccontano che negli ultimi mesi si sono sperimentate e si stanno sperimentando diverse forme "rete di gas". Esse di fatto non sono in contrasto o in alternativa ad intergas ma, pur mantenendo la propria autonomia, potrebbero farvi confluire l’esperienza maturata con le modalità che ritengono più adeguate.

Antonio ricorda come più o meno un anno fa aveva scritto ai quattro componenti del coordinamento provando a proporre, come iniziativa per recuperare l'evidente disgregazione che già allora si stava delineando, una riunione del coordinamento aperta: ma ha ricevuto un riscontro solo da Mauro.
Maria e Sandra dicono che la carta va rispettata in quanto firmata e accettata consensualmente e in quanto frutto di un impegno preso insieme.
Delia sostiene allora che la carta in se non detta regole così stringenti e che comunque se c’è anche solo il rischio che venga “interpretata” secondo lei avrebbe dovuto fermarsi ai principi e non si sarebbe dovuto usarne le regolamentazioni contenute per innalzare dei paletti.
Mauro propone una riunione straordinaria per parlare esclusivamente della carta.

Si riconosce che in riunioni come quella odierna e la precedente si è parlato liberamente senza il magone dell'accusa, dell'ultimatum e che le persone, seppur in numero ridotto, si mettono in gioco e cercano di parlare apertamente senza voler escludere o processare nessuno e cercando di portare comunque la conversazione verso temi costruttivi.

Ci lasciamo alle 00:25 circa con l'intento di vedersi alla prossima riunione presso il GasLeone che si è offerto di ospitarci.