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Riunione del: 27/09/2011

Presenti: Gigliola, Maurizio, Micaela, Giulio (Lola), Stefano (Cuccagna), Mario (Lambrate), Sandra (Gas del Parco), Francesca (Gaspare), Letizia e Ileana (Città Studi), Alberto (Gas del Sole), Mauro (Filo di Paglia), Fausto (Radici), Anna (Domestico)

Ordine del giorno:
RIUNIONE DEL GRUPPO "LETTERA AL CANDIDATO SINDACO"
- Case dell'acqua
- Mense e orti scolastici
- Spazi e mercati

Verbale:
CASE DELL'ACQUA
Maurizio (della commissione Intergas Case dell'acqua) relaziona sul progetto che è un pò compromesso dalla situazione di "cassa" del comune, che ha un pò inibito l’entusiasmo sul tema dato che il progetto avrebbe un costo elevato in rapporto al risultato pratico (è la stessa acqua di casa) in relazione ad altri interventi di spesa pubblica in città, tuttavia si conviene collegialmente che al momento l’approfondimento dei vari aspetti del progetto deve andare avanti per il suo forte valore simbolico che contribuisce a rafforzare il concetto di "acqua come bene pubblico”. La loro visibilità va posta in relazione anche ad altri interventi (per esempio campagne pubblicitarie) che si potrebbero fare per incentivare il consumo dell'acqua di rubinetto al posto di quella in bottiglia". Ogni installazione di casa dell'acqua ha un costo tra i 30/50.000,00 euro con una spesa di manutenzione stimata attorno ai 10.000,00 euro all'anno. L'acqua erogata è la stessa delle abitazioni ma la loro collocazione ha creato, dove già sperimentato in periferia, piccoli poli di aggregazione sociale che Itergas vuole promuovere anche in città. Ogni casa oltre ad erogarla sarà un punto di informazione sull'acqua, sul suo consumo critico, sulle sue caratteristiche. Il progetto case dell'acqua viene portato avanti anche dal CARA (comitato referendum acqua) di cui viene letta una email di Sandra Cangemi. Viene proposto di far costruire almeno una casa dell'acqua per ogniuna delle 9 circoscrizioni cittadine, da localizzare in punti nevralgici per dare visibilità. Per sostenere il progetto vengono messe sul tavolo varie azioni:
• fare banchetti in strada e attività per raccogliere fondi.
• Valutare se far sponsorizzare la case dell'acqua da parte di aziende o enti privati.
• Mobilitare i GAS ed Intergas sulle commissioni ambiente di ogni zona in modo da compiere un'azione allargata e diffusa.
• Fare partecipare artisti al "disegno" delle case in modo da dare un forte impronta culturale.

Per dare peso al tema acqua pubblica, tema minacciato nuovamente da recenti intenzioni del governo, si sono ipotizzati altri interventi:

• Valorizzare le fontanelle milanesi anche attraverso interventi di "allestimento" per trasmettere il messaggio del "bene pubblico" e fare informazione. In quest'ottica si propone di compiere un'azione durante il "fuori-salone del mobile" di aprile 2012 . Anna cercherà di sensibilizzare il politecnico e col supporto di Alberto e Stefano si cercherà di organizzare un progetto partecipato con gli studenti e la sponsorizzazione di aziende del settore.
• Utilizzare le Biblioteche comunali cittadine come punti di informazione dotandole di beverello/dispenser.
• Concepire un progetto di formazione-informazione sull'acqua pubblica da promuovere nelle scuole e in tutti quegli ambiti in cui ci sia modo di allargare il bacino di ascolto. Ribadire che "l'acqua di Milano è buona!!" e che dev'essere gratuita, "chi ha sete deve poter bere".

Sul tema educazione e pratica Mauro cita un esempio presso la BPM di piazza Meda dove l'installazione di beverello ha soppiantato le bottigliette in PET.
Si decide che il gruppo Intergas delle "case dell'acqua" confluirà nel Movimento per l'acqua pubblica.

MENSE COMUNALI
Mario spiega che poco prima delle elezioni era stato redatto un capitolato per le forniture alle mense scolastiche in cui compariva una buona percentuale obbligatoria di cibo Bio. Col cambio del sindaco e lo scoglimento del CDA la sua applicazione è stata sospesa. Mauro segnala che la pessima situazione milanese è stata peggiorata nel tempo anche dallo smantellamento delle cucine nelle scuole mentre in europa ci sono situazioni esemplari di mense scolastiche a Km0 e bio. Cita un esempio positivo nazionale importante a Piacenza dove Biopiace ha convenzionato forniture a filera corta e Km0. Hanno fatto parte di quel progetto anche 5 gasisti di vari GAS.
Ai convegni di FLCG! Si era parlato del tema mense scolastiche che aveva raccolto interesse. Le persone responsabili del tema mense avevano preso coscenza della partecipazione di Intergas. A tal proposito si ricorda che il prossimo 12 ottobre presso Chiamamilano, alle 20,30 in largo Corsia dei Servi, ci sarà un convegno sul tema mense scolastiche dove Intergas parteciperà ponendo l'accento sul rapporto diretto coi piccoli produttori.

SPAZI PER I GAS
Ileana relaziona sulla situazione. Viene comunicato che al quartiere QT8 si ipotizza l'insediamento di un mercato rionale a Km0. Al momento si parla di un bando a cui riponderanno sicuramente CIA e Coldiretti. C'è la possibilità di avere spazi anche all'interno dei mercati coperti rionali, ciò comporeterà un pò di conflittualità coi rivenditori.
Il comune e L'ALER hanno numerosi spazi liberi tra fondi, scantinati e magazzini. E' stato stabilito in una riunione precedente che sarebbe ottimale avere 4 spazi a disposizione di Intergas da collocarsi nei 4 punti cardinali della città in modo da disporre di spazi in cui fare le nostre riunioni e ricevere, stoccare e distribuire gli ordini collettivi. Ciascuno di questi punti si porrebbe come "elemento di contaminazione sociale urbana" per sviluppare una rete di contatti e per promuovere la filosofia dei princìpi della nostra carta nei quartieri che vede la necessità di fare cultura e formazione sulla produzione e diffondere i valori e le pratiche del consumo critico, rispettoso dell’ambiente e di chi ci lavora.
In questi luoghi la vendita dei prodotti sarà secondaria agli aspetti culturali. La vendita è un richiamo immediato per il quartiere ma non fa parte delle nostre pratiche e nemmeno dei nostri obiettivi. Solamente se gestita in modo “formativo” (spiegando a chi acquista le caratteristiche di ogni prodotto e come si determina il suo prezzo) può diventare uno strumento utile anche per tessere nuove interessanti relazioni. Molti produttori etici non riescono ad incontrare i consumatori e noi, in questi spazi, possiamo favorire questo incontro. Non possiamo però assumerci impegni che non siamo in grado di sostenere (orari di apertura, eccetera). Intergas vede comunque questi “spazi gas” come centro di aggregazione e cambiamento, come spazi di tutti, dove le persone imparano comprando. In questi 4 luoghi anche i gas che non partecipano a intergas (perchè le riunioni sono lontane, perchè manca una sede e dunque un’identificazione e una consuetudine) troveranno il modo di collaborare. Più concretamente si avanzano le seguenti proposte:
• Creare momenti occasionali di vendita da affidare ai nostri produttori, iniziando con una frequenza commisurata alle nostre attuali capacità di gestione e coinvolgendo successivamente sempre più gas e produttori.
• Organizzare la vendita e presentazione di un prodotto al mese (es, le castagne del monte Amiata, la frutta del Parco Sud, il caffè di Pausa Caffè ) con la partecipazione dei produttori e la documentazione su tutto il processo di produzione.
• Organizzare la vendita occasionale a prezzi popolari di prodotti in eccesso che rimarrebbero invenduti (esempio le zucchine di Lazzarini o le uova della Santa Brera dell’anno scorso)
• Prevedere l'installazione di un distributore di latte crudo.
• Valutare l'istituzione delle Case dell’Acqua abbinate ai nostri spazi (le strutture preesistenti consentono un notevole risparmio nella realizzazione).
• Prevedere l'installazione di un raccoglitore di rifiuti umidi per il compostaggio, che può essere poi utilizzato dai cittadini per i loro terrazzi e giardini.
• Organizzare serate di vendita fuori orario con assaggi, aperitivi e degustazioni.
• Organizzare serate conviviali di musica e vendita prodotti.
• Tenere l’assemblea mensile di Intergas nei 4 punti a rotazione.
• Fare un mercatino nei 4 punti a rotazione.
• Instaurare buoni rapporti con i commercianti tradizionali, non creare competizione ma collaborare per combattere la grande distribuzione e favorire i piccoli produttori
• Sensibilizzare i consumatori ma anche i rivenditori sul consumo etico.

Per poter avere il diritto di accedere agli spazi è necessario per Intergas costituire un'associazione in modo da fare una richiesta chiara al comune. In attesa della mappa degli spazi disponibili, che dovrebbe fornirci a giorni Flora Cappelluti, il gruppo spazi deve incontrarsi per capire le caratteristiche che dovrebbero avere questi spazi, cioè valutare quanta superficie ci occorre veramente, se posto centrale o decentrato, visibile o no dalla strada, raggiungibile con i mezzi pubblici, accessibile per i mezzi dei trasportatori, quante persone deve accogliere, quanto prodotto deve stoccare, quanti frigoriferi, tavoli, sedie ecc ecc. Dovremmo precisare meglio le attività che in questi spazi vogliamo svolgere perchè ci aiuterebbe a capire quali potrebbero essere le collocazioni più adatte.

Gli spazi potrebbero essere anche più di 4, ad esempio uno per ogni zona, ma cominciamo ad ottenere i 4 richiesti, che potrebbero essere cogestiti dai gas delle zone adiacenti. Sperimentiamo il metodo, lavoriamo a livello cittadino e locale e verifichiamo in seguito se abbiamo bisogno di ulteriori spazi.

Nella scelta della collocazione degli spazi che vengono offerti, più che le caratteristiche funzionali dei luoghi è importante comprenderne la valenza urbanistica e sociale. Se i 4 spazi intergas devono rappresentare un motore verso l’esterno, un “incubatore sociale” di nuovi modelli di società e di relazioni, devono esprimere simbolicamente questo obiettivo (non è il quartiere che va verso il gas ma il gas che va verso il quartiere…)