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09/04/2010 - Progetto vino R.O.M.

Il vino R.O.M.: l'integrazione come alternativa agli sgomberi
La storia delle famiglie rom che gravitano intorno alle scuole milanesi di Via Feltre, Via Pini e Via Cima è oramai nota a tutti: 36 bambini rom inseriti a scuola grazie al lavoro di tanti (primi fra tutti i loro genitori) e costretti poi, a seguito di un carosello infinito di sgomberi, a spostarsi per la città riuscendo, malgrado le disperate condizioni di vita, a garantire la frequenza scolastica.


 E' una storia che ha scosso Milano. In questo anno e mezzo (i primi ingressi a scuola sono di settembre 2008) attorno a queste famiglie si è formata una rete di relazioni e di solidarietà certamente nata dall'indignazione per come l'amministrazione comunale ha affrontato la “questione rom” e dalla voglia di aiutare persone in difficoltà, ma diventata in seguito voglia di costruire insieme percorsi di integrazione. Sostenere queste persone nelle urgenze quotidiane (vestirsi, lavarsi, fare la spesa, ...), per quanto necessario, non è un progetto di lungo respiro e in alcuni casi crea dipendenza.


Così le mamme e le maestre delle scuole del quartiere Feltre, insieme ad InterGAS (la rete autogestita dei GAS milanesi) e alla Comunità di Sant'Egidio hanno iniziato a marzo di quest'anno un progetto di inserimento lavorativo rivolto ai genitori dei bambini rom che frequentano (o hanno frequentato) le scuole intorno a Rubattino: si tratta di finanziare delle borse lavoro e delle borse di studio utilizzando i proventi delle donazioni per l'acquisto di tre vini rossi toscani, ai quali è stato dato il nome di vini R.O.M. - rossi di origine migrante.
Il vino, prodotto dalla cooperativa Eughenia, è interamente a disposizione del progetto ed è un prodotto “perfetto” per un progetto sociale: è prodotto in maniera biologica (cura della terra che si lavora), da una cooperativa con un progetto alle spalle (riqualificazione di parti di territorio), nel rispetto delle persone che lo hanno prodotto (20 lavoratori regolarmente assunti).
"Le bottiglie di Sangiovese, Merlot e Blend (Merlot, Sangiovese e Shyra) si possono avere con donazioni a partire da 8 euro; il "prezzo" è trasparente: il produttore, che ha dettagliato tutti i costi sostenuti per la produzione (4 euro/bottiglia), recupera solo il costo di produzione del vino e tutto il margine viene utilizzato per il finanziamento dei percorsi di inserimento lavorativo.


Aggiornamento Maggio 2010


 Con gli incassi delle donazioni per il vino ROM fatte da marzo ad aprile 2010 è possibile finanziare tre contratti a progetto della durata di tre mesi:


una mamma rom (Garofita), inizia a lavorare presso le Cascine Forestina e Isola Maria, tramite un accordo fatto con la Baronella (coop sociale di tipo B presso la Cascina Contina) e due papà rom (Sandu e Marco) iniziano a lavorare per la Usellini Restauri nel cantiere che si occupa dei restauri architettonici della Cascina Cuccagna


 Aggiornamento novembre 2010


 “Dopo il finanziamento di tre borse lavoro, abbiamo deciso di finanziare tre borse di studio.I beneficiari sono tre ragazzi: Ovidiu, Marian e Belmondo, che abbiamo conosciuto perché i loro fratelli più piccoli frequentano (o hanno frequentato) le scuole di Rubattino. 


Ovidiu, 15 anni, e Marian, 16 anni, frequentano dal 2 novembre 2010 la scuola bottega dell’EINAIP di Pioltello: ci sono laboratori di alfabetizzazione e socialità e molti laboratori di formazione (cucina, carpenteria, meccanica…), per 4 pomeriggi alla settimana. Quando gli educatori ritengono che i ragazzi siano pronti, li inseriscono in un tirocinio. Per Marian, che ha già ottenuto la licenza media al CPT, il percorso di apprendimento dovrebbe essere abbastanza breve e dovrebbe essere inserito rapidamente in un tirocinio. Ovidiu avrà tempi più lunghi: da due anni non va più a scuola e un tentativo di inserirlo alle medie è fallito.
Belmondo, 16 anni, sempre dal 2 novembre 2010 sta frequentando un corso di scuola bottega (in particolare di meccanica della bicicletta) presso le Vele di Pioltello. E’ inserito in un gruppo di lavoro ristretto (si tratta infatti di 6/7 ragazzi) e questo consente di fare un corso molto intensivo.....
..I corsi che stanno frequentando sono gratuiti: noi copriamo per tutti e tre i ragazzi il costo dei trasporti (abbonamento ATM e treno) e a due di loro assegniamo anche un contributo mensile di 100€ ciascuno per sostenere questo percorso.
Il contributo della Comunità di S Egidio è stato fondamentale, in particolare per l’individuazione dei corsi più adatti e per il lavoro svolto insieme agli educatori dell’EINAIP e delle Vele affinchè questi corsi possano avere la maggior efficacia possibile.
Di nuovo grazie a tutte/i  Le mamme e le maestre di Rubattino”


Per ulteriori informazioni potete scrivere a: vino.rom.rubattino@gmail.com


Il video girato durante la fiera.


Aggiornamento febbraio 2011


il progetto del vino ROM prosegue con il finanziamento della quarta borsa di studio. Dopo Marian, Ovidiu e Belmondo, abbiamo deciso di sostenere negli studi Geanina, una ragazza rom di tredici anni che attualmente frequenta, con ottimi risultati, la terza media nel Comune di Segrate.  Siamo particolarmente contente di sostenere Geanina: è una ragazza solare, coraggiosa e determinata che potrà essere di grande esempio alle coetanee. Geanina vive in un capannone; sua sorella frequenta la scuola elementare, il papà fa lavori saltuari e la mamma, che sa leggere e scrivere, si occupa della famiglia.  Geanina a settembre, dopo aver preso la licenza media, si iscriverà ad un corso ENAIP a Pioltello, dove tra le altre cose imparerà il mestiere di parrucchiera ed estetista. Come per gli altri tre ragazzi, la borsa di studio copre il costo dei trasporti e prevede un contributo mensile di 100€ come sostegno agli studi, a partire dal mese di febbraio.  Di nuovo grazie a tutte/i    Le mamme e le maestre di Rubattino


Aggiornamento dicembre 2011


Ciao a tutte/i


sono Francesca Federici del GAS Feltre (GAS sottoscrittore della Carta) e mi occupo (insieme ad altre persone) del progetto del Vino ROM, uno dei progetti promossi da InterGAS negli ultimi due anni.


Vi scrivo per spiegare a tutte/i i motivi per i quali il progetto ora volge al termine e per riassumere quanto fatto.

Dal momento che il progetto è noto a molti (e i contenuti sono sempre stati pubblicati sulla homepage di InterGAS), inizio spiegando le motivazioni che hanno spinto il gruppo che più da vicino si è occupato della gestione del progetto a decidere di portarlo al termine.

- è un progetto nato come denuncia di una situazione di grave lesione dei diritti di alcune persone di etnia ROM: con il progetto del vino volevamo rendere evidenti queste discriminazioni e non avevamo l'ambizione di risolvere interamente i problemi di integrazione delle famiglie a cui il progetto è stato rivolto; la denuncia era rivolta contro l'ex amministrazione Moratti (tra l'altro alcune/i di noi, tra cui io, hanno denunciato formalmente l'ex Sindaco e l'ex Vicesindaco con un esposto presentato al Tribunale di Milano tempo fa): ora che l'amministrazione è cambiata ci auguriamo che cambi anche l'atteggiamente verso le persone di etnia ROM e che cessino le discriminazioni (purtroppo, per quanto ne so e per quanto si legge anche da Amnesty, gli sgomberi continuano, anche sul territorio del Comune di Milano -le famiglie che seguiamo noi non si trovano solo all'interno del Comune di Milano ma anche nell'Interland milanese, per esempio nel Comune di Segrate; dai racconti di chi presenzia agli sgomberi per garantire assistenza e visibilità -io non presenzio più- le modalità ora sono diverse, meno aggressive, ma comunque si tratta sempre di sgomberi, per lo più in assenza di alternative).

- è un progetto che è nato all'interno di InterGAS (esattamente durante la riunione del 15 febbraio 2010) e che poi è stato seguito da vicino da un gruppo di persone molto eterogenee (molte delle quali esterne al mondo dei GAS), gruppo nato perchè spinto dall'indignazione per quello che stava accadendo durante l'inverno 2009/2010 (ricordate gli sgomberi giornalieri?). L'eterogeneità di questo gruppo per molto tempo è stata un punto di forza, poi le differenze hanno cominciato a pesare più degli elementi di unione e il gruppo non è più stato un gruppo ma una serie di persone che agivano spesso senza condividere scelte, motivazioni e azioni.

- il progetto è sempre stato gestito da noi: non siamo mai riuscite/i a passarlo nella mani delle famiglie rom a cui era rivolto. Non sarebbe stata una cosa semplice, ma credo sinceramente che non ci abbiamo neppure provato. Ci sono delle buone giustificazioni (nessuna/o di noi è un mediatore culturale e ci siamo tutte/i un po' improvvisati in questo ruolo) ma ci sono anche delle forti carenze (non abbiamo mai fatto un percorso condiviso con le famiglie rom per esempio per decidere in maniera trasparente quali fossero i criteri sulla base dei quali assegnare una borsa ad una famiglia piuttosto che ad un altra, abbiamo sempre deciso noi di volta in volta più secondo il buon senso -nostro- che sulla base di criteri oggettivi). In generale credo che ci sia mancato il tempo ma anche un po' di volontà.

Detto questo, è stato un bel progetto, con risultati importanti. Con le famiglie che abbiamo sostenuto abbiamo fatto un buon percorso di accompagnamento verso l'automonia e ora 6 di queste famiglie sono riuscite a lasciare il campo per vivere o in comunità o in alloggi di assegnazione temporanea. In allegato trovate la sintesi del progetto (sarebbe importante leggerla perchè è scritta a nome di InterGAS... e ringrazio Elisa e tutto il gruppo comunicazione per averci aiutato a scriverla) che dovrebbe anche essere il documento che accompagna il comunicato stampa (che sarà molto più breve ovviamente e al quale sta lavorando sempre il gruppo comunicazione di InterGAS).

Se come InterGAS volessimo continuare ad occuparci del tema ROM (come ho scritto è cambiata l'amministrazione milanese, ma molte cose devono ancora cambiare) le strade da percorrere possono essere molte (una potrebbe essere quella del dialogo e della collaborazione con l'attuale amministrazione, esattamente come stiamo facendo con altri temi); ma questo sarebbe un altro progetto e dunque eventualmente andrebbe discusso partendo da zero. Non sono sicura che questo sia il momento migliore per farlo, dato che ci sono diversi temi "caldi" più vicini a ciò di cui InterGAS per vocazione si occupa (temi ben sintetizzati nella Carta).

Da ultimo, in allegato trovate anche un conto economico sintetico del progetto: Fuorimercato (un'organizzazione che esiste dal 2007) è stata convertita ad associazione per gestire la raccolta fondi (la Presidente è Sabina Calogero - GAS Dergano- la persona che ha messo a disposizione il vino). Nel conto economico, la voce relativa a Fuorimercato sono i 4€ di costo del vino a bottiglia moltiplicati per il totale delle bottiglie vendute. Di questi soldi, Fuorimercato ne ha dati 5000€ a MAG Roma (fortemente impegnata in progetti di autonomia sulla comunità ROM romana) e il resto è sul conto di Banca Etica di Fuorimercato, disponibile per progetti futuri. Sul conto economico è evidenziato che "avanzano" 448€, che stiamo decidendo come gestire (se prolungare una delle due borse attive, se destinarli alle famiglie rom della scuola Feltre che hanno bisogno degli abbonamenti ATM per raggiungere la scuola- in questo caso sarebbero delle piccole borse di studio- o se unirli ad altri fondi -per esempio quelli messi a disposizione dell'Associazione Genitori della scuola Feltre- per avviare un'altra borsa di studio, magari semestrale)

Francesca Federici (GAS Feltre)